admin On settembre - 28 - 2010

JOANNA NEWSOM
Teatro Dal Verme, Milano
27.09.2010

Nell’ambito di una splendida ed interessante rassegna arrivata al decimo anno, nello scenario suggestivo e prestigioso del Teatro dal Verme, a Milano, stasera suona Joanna Newsom.
Il palcoscenico è allestito con un’arpa, la sua arpa, al centro, contornata come una regina da una corte di strumenti che nel corso del concerto supporteranno la splendida Joanna, con una grazia che può essere definita unicamente aristocratica.
La Newsom su disco può risultare fastidiosa e stridente, con un tono di voce che ottimisticamente si potrebbe definire nasale e impostato, ma questo se possibile aumenta ancora di più la mia curiosità di vederla dal vivo.
I suoni sono magistrali, del resto storico teatro nato per la rappresentazione di opere liriche offre una delle migliori acustiche dello scenario milanese.
Inoltre questo tipo di concerto, a mio avviso, riesce a esprimersi soprattutto in un’ottica di concentrazione che ben si sposa con la solennità della location.
Le luci si abbassano, ma mai del tutto, lasciano una sorta di canale con il pubblico, e una volta terminato il caloroso applauso che la accoglie nel teatro cala un silenzio che ha qualcosa di mistico, quasi di sacro.
Joanna e’ bella e scenografica ma senza quella tragicità che si potrebbe attendere ascoltando unicamente le sue incisioni:  ringrazia,  sorride, passa dall’arpa al pianoforte, quasi si commuove per la calorosità delle ovazioni.
La Newsom è  qui per presentare il suo triplo nuovo album (“Have one of me) qualche brano del passato e qualche inedito.
La sua voce dal vivo e’ completamente diversa dalle incisioni: tanto queste
sono impostate su toni alti e stridenti quanto live e’ aggraziata ed elegante.

C’è stata una vera e proprie evoluzione tra I primi lavori e quest’ultimo, che dal vivo si coglie in tutta la sua pienezza.
Non e’ una voce calda io profonda, quella la lasciamola a Cat Power o alla mia tanto amata Joan As A Policewoman, ma e’ comunque una voce sorprendente.
Si potrebbe stare ore anche solo a guardarla suonare l’arpa, le sue dita talmente agili e veloci da sembrare dotate di una particolarissima vita dove il tempo e’ diverso da nostro.
Una menzione particolare va ai suoi bravissimi strumentisti, il modo particolare il trombettista, ma tutti sorprendono con accostamenti quali banjo e un inaspettato scacciapensieri.
I cambi di ritmo nelle sue canzoni assomigliano a veri e propri richiami e citazioni spesso cinematografiche.
Certo, e’ pur sempre Joanna Newsom, e quindi qualche miagolio ci scappa, ma la sua voce e’ per lo più perfettamente calibrata ed elegante, sebbene a fine concerto ammetta di essere malata.
Ma tu guarda, sono partita piena di dubbi e di titubanze, e alla fine e’ stato una grandissima performance.
Bello, sbagliarsi.

di Marilù Cattaneo

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