C’era un piano della frangia turca dell’Isis per uccidere Papa Francesco, tutto doveva avvenire un anno fa durante una visita pontificia: i dettagli.
Il 13 maggio 1981, un attentatore turco provò a uccidere Papa Giovanni Paolo II, da appena tre anni a capo della Chiesa Cattolica: le vicende che riguardano Mehmet Ali Ağca e quell’agguato fortunatamente fallito hanno fatto discutere per decenni e lo fanno ancora, ma certo ogni nessuno penserebbe che un Pontefice possa essere vittima di un attentato. Invece, a quanto pare, qualcuno ha provato a uccidere lo scorso anno Papa Francesco.

Una vicenda che emerge oggi dalle pagine del quotidiano Il Piccolo, edito nella città di Trieste e proprio in questo posto di confine del Nord Est italiano, confinante con la Slovenia, si sarebbe dovuto consumare l’attentato a Papa Francesco. Tutto sarebbe dovuto avvenire il 7 luglio 2024, quando il Pontefice giunse a Trieste per concludere la Settimana sociale dei cattolici in Italia. Appena 24 ore prima, c’era stato un ritrovamento che emerge oggi in tutta la sua gravità.
Un trolley con una pistola abbandonati in stazione: erano di chi voleva uccidere il Papa?
Infatti, quel giorno venne rinvenuto un trolley abbandonato nel bar della stazione ferroviaria di Trieste: al suo interno, c’era qualcosa che nessuno avrebbe mai immaginato di ritrovare. Infatti, era stata occultata una pistola automatica, nello specifico una CZ modello 7B calibro 9 Luger matricola 5793N con caricatore, ma non solo: c’erano anche 14 cartucce, segno evidente che quella pistola era pronta per essere usata.

Ma chi aveva lasciato lì quella pistola? Secondo la ricostruzione del quotidiano triestino, che fa riferimento ad accertamenti dei nostri servizi segreti, quell’arma da fuoco sarebbe dovuta servire per un “possibile progetto di attentato contro il Sommo Pontefice”. Altri dettagli emergono in queste ore su questo possibile attentato da compiere contro Papa Francesco, come la matrice e il nome di uno dei possibili attentatori.
Chi è l’uomo accusato di voler uccidere Papa Francesco
Secondo quanto emerso, infatti, dietro il tentativo di attentato ci sarebbe l’ISIS-K, acronimo di Stato islamico dell’Iraq e del Levante – Provincia di Khorasan, ovvero una sedicente organizzazione legata allo Stato islamico e particolarmente nota in Afghanistan, Pakistan e India, ma non solo, dal momento che la ramificazione che intendeva uccidere il Pontefice sarebbe proveniente dalla Turchia e che l’Interpol ha anche arrestato un cittadino turco, accusato di fatti gravissimi.

L’arrestato è il 46enne Hasan Uzun, che è stato fermato in Olanda e poi trasferito prima in un penitenziario milanese e poi a Trieste, dove difeso dall’avvocata Lucrezia Chermaz, non viene direttamente accusato di voler attentare alla figura del Pontefice, ma “solo” di porto e detenzione abusiva di armi, in concorso con altri. Il presunto attentatore si trova in isolamento e a oggi non vi è alcuna confessione o rivendicazione a conferma che quella pistola serviva per provare a uccidere il Papa.